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Aosta, un ciclo di conferenze celebra cento anni di letteratura di fantascienza

25/03/2026

Aosta, un ciclo di conferenze celebra cento anni di letteratura di fantascienza

Ad Aosta, il mese di aprile si apre con un’iniziativa culturale che prova a rileggere un secolo di immaginazione letteraria mettendolo in rapporto con la ricerca scientifica e con le domande che il presente continua a rivolgere al futuro. Il ciclo di conferenze “1926-2026: 100 anni di letteratura di fantascienza”, organizzato dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie in collaborazione con la Fondazione Clément Fillietroz-Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta e Planetario di Lignan, nasce da questa intenzione: restituire profondità storica e culturale a un genere che, ben prima di essere soltanto intrattenimento, ha rappresentato uno spazio di riflessione sui limiti della scienza, sulle paure collettive e sulle possibilità ancora inesplorate dell’umanità.

La rassegna prende spunto da una ricorrenza precisa, i cento anni dalla nascita della rivista Amazing Stories, pubblicata per la prima volta nel 1926 e considerata il punto di avvio ufficiale della fantascienza come genere editoriale riconoscibile. Quella data, ormai entrata nella storia della cultura popolare e della letteratura del Novecento, viene assunta come punto di partenza per costruire un programma che non si limita alla celebrazione, ma prova a mostrare quanto il rapporto tra fantasia e scienza continui a produrre idee, interrogativi e visioni ancora attuali.

Fantascienza e scienza, un dialogo che attraversa un secolo

Il filo conduttore dell’iniziativa è il dialogo tra narrazione fantascientifica e scoperta scientifica. Gli incontri, introdotti da Andrea Bernagozzi, ricercatore dell’Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy, metteranno al centro proprio il modo in cui molte intuizioni nate nella letteratura abbiano anticipato, in forma simbolica o visionaria, temi che la ricerca ha poi affrontato con strumenti e linguaggi diversi. La fantascienza, del resto, ha spesso avuto questa funzione: immaginare ciò che ancora non esisteva, ma che poteva già essere intuito nelle pieghe del sapere scientifico, della tecnica e dell’inquietudine umana.

Questa capacità di anticipazione rende il genere particolarmente interessante anche oggi. Non perché ogni previsione si traduca in realtà, ma perché la letteratura di fantascienza è riuscita, nel corso del tempo, a costruire mappe mentali del futuro, a rendere visibili dilemmi morali e scenari politici, a interrogare il rapporto tra progresso e responsabilità. Proprio su questo terreno si muove il programma valdostano, che alterna riflessione critica, divulgazione e attenzione per la forza simbolica dei testi.

Da Frankenstein a Marte, tre incontri per rileggere il futuro

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 8 aprile alle 21 con “Frankenstein di Mary Shelley – Edizione critica”, incontro affidato ad Aurelia Scorsone, traduttrice, e Massimo Scorsone, curatore e consulente editoriale del collettivo Sara Noto Goodwell. L’attenzione si concentrerà su un’edizione critica che mette a confronto, per la prima volta in Italia, le versioni del 1818 e del 1831 del celebre romanzo. La scelta di partire da Shelley ha un senso profondo: Frankenstein precede di molto la codificazione ufficiale della fantascienza, ma ne contiene già alcuni nuclei essenziali, a cominciare dal rapporto ambiguo tra conoscenza, ambizione e responsabilità. La Creatura senza nome e il suo Creatore deluso continuano a parlare al presente, soprattutto in un’epoca in cui il dibattito sulle applicazioni incontrollate della scienza torna spesso al centro della discussione pubblica.

Il secondo incontro, in programma venerdì 17 aprile alle 21, sarà dedicato a “Rimasti a Terra. Eroi ed eroine dimenticati dell’avventura spaziale” con Andrea Ferrero, ingegnere spaziale. Il taglio scelto appare particolarmente interessante perché sposta lo sguardo dai nomi consacrati della corsa allo spazio verso figure meno note, ma decisive, che hanno reso possibile quell’impresa collettiva. Accanto a simboli entrati nella memoria universale, come Gagarin o Armstrong, emergono così personaggi spesso rimasti in ombra: studiosi, tecnici, aviatori, pionieri frenati dai limiti culturali del loro tempo o cancellati da una narrazione troppo selettiva. È una prospettiva che allarga il racconto dell’esplorazione spaziale e lo rende più umano, meno celebrativo, più aderente alla complessità dei percorsi reali.

Il terzo appuntamento, previsto per venerdì 24 aprile alle 21, porterà il pubblico dentro uno dei grandi simboli dell’immaginario fantascientifico con “Rapsodia marziana. Scienza, fiction e ideologia nell’immaginario di Marte”, a cura di Silvia Kuna Ballero, docente e saggista. Il pianeta rosso verrà affrontato come luogo reale e, insieme, come costruzione narrativa stratificata, caricata nel tempo di significati politici, utopici, distopici ed esistenziali. Marte, in questa lettura, non è soltanto un oggetto astronomico o una futura meta dell’esplorazione umana, ma uno schermo su cui l’umanità ha proiettato paure, ambizioni, pulsioni di conquista e desideri di salvezza. È proprio questa densità simbolica a rendere il tema particolarmente fertile, soprattutto nel momento in cui la colonizzazione di altri pianeti viene evocata anche come possibile risposta alla crisi terrestre.

Una mostra in Biblioteca regionale tra copertine storiche e immagini astronomiche

Accanto alle conferenze, dal 7 al 30 aprile il foyer della Biblioteca regionale ospiterà la mostra tematica “1926-2026: 100 anni di letteratura di fantascienza”. Il percorso espositivo sarà composto da nove pannelli tematici e metterà in dialogo le copertine di riviste storiche come Amazing Stories e Science Wonder Stories con immagini astronomiche di forte impatto visivo. L’idea curatoriale è efficace perché mostra, in modo immediato, come l’immaginazione editoriale e l’osservazione scientifica abbiano spesso camminato una accanto all’altra, nutrendosi reciprocamente.

La mostra promette di offrire una lettura visiva di grande interesse, capace di collegare la storia culturale della fantascienza alla scoperta del cosmo, senza separare il fascino del racconto dalla concretezza dell’indagine scientifica. È anche un modo per ricordare che, in molti casi, l’universo reale osservato dagli astronomi ha finito per apparire sorprendente quanto quello sognato dagli scrittori, e che il confine tra ciò che la fantasia anticipa e ciò che la scienza svela è spesso meno netto di quanto si creda.

Un’iniziativa culturale che parla anche al presente

Il valore di questa rassegna sta anche nella sua capacità di rivolgersi a pubblici diversi. Gli appassionati di letteratura vi troveranno un percorso di rilettura del genere; chi guarda con interesse alla divulgazione scientifica potrà cogliere il rapporto tra visione narrativa e ricerca contemporanea; chi frequenta la cultura come spazio di confronto troverà invece un’occasione per riflettere sul modo in cui le società immaginano il futuro e ne discutono i rischi. In questo senso, il progetto promosso in Valle d’Aosta evita l’effetto celebrativo fine a sé stesso e costruisce una proposta che tiene insieme memoria editoriale, critica culturale e sguardo scientifico.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e si terranno presso la Biblioteca regionale Bruno Salvadori, in via Torre del Lebbroso 2 ad Aosta. La fantascienza, spesso relegata ai margini della cultura alta o ridotta a genere di evasione, viene qui restituita alla sua dimensione più ricca: quella di laboratorio dell’immaginazione, archivio delle paure moderne e strumento per interrogare, con lucidità e inquietudine, il tempo che verrà.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.