Corrado Gex, Aosta ricorda una figura chiave dell’autonomia a 60 anni dalla scomparsa
15/04/2026
Una serata per restituire profondità storica e attualità a una figura che ha inciso in modo significativo nel percorso politico e culturale della Valle d’Aosta. A sessant’anni dalla scomparsa di Corrado Gex, il Consiglio Valle e la Regione promuovono un momento di riflessione pubblica inserito nel ciclo di incontri “Sur les traces de l’histoire”, con la proiezione del documentario “Corrado Gex. Il vit clair. Il vit loin.”, realizzato da Joseph Péaquin.
L’appuntamento è fissato per venerdì 24 aprile 2026 alle 18.30 nella sala Maria Ida Viglino del Palais régional di Aosta. Un’occasione che unisce memoria e approfondimento, costruita attorno a un linguaggio accessibile come quello audiovisivo, ma capace di restituire la complessità di una stagione politica e di un protagonista che seppe interpretarla con uno sguardo proiettato in avanti.
Una figura tra politica, istruzione e visione del territorio
Corrado Gex appartiene a quella generazione di amministratori che, negli anni Sessanta, hanno contribuito a definire l’identità istituzionale e sociale della Valle d’Aosta. Nato ad Arvier nel 1932, divenne assessore regionale all’istruzione pubblica a soli 27 anni, lasciando un’impronta concreta su alcuni pilastri ancora oggi riconoscibili nel sistema locale.
Tra le misure più significative introdotte durante il suo mandato si ricordano la gratuità dei libri scolastici, la creazione di un istituto professionale e la fondazione del Collège universitaire d’études fédéralistes. Interventi che riflettono una visione dell’istruzione come leva di sviluppo e strumento di coesione sociale, in un contesto territoriale che stava ridefinendo il proprio equilibrio tra tradizione e modernità.
Successivamente eletto deputato, Gex proseguì il proprio impegno con una particolare attenzione allo sviluppo del territorio, mostrando interesse anche per ambiti allora innovativi, come l’aviazione leggera. In questa prospettiva, la promozione del volo veniva letta non soltanto come passione personale, ma come risorsa utile per il soccorso in montagna e per il rafforzamento dell’attrattività turistica della regione.
Il documentario e il dialogo con i protagonisti
La serata si aprirà con gli interventi del presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi e dell’assessore regionale all’istruzione, cultura e politiche identitarie Erik Lavevaz. Seguirà la proiezione del documentario, realizzato nel 2007 su iniziativa dell’assessorato alla cultura, che ripercorre i momenti più significativi della vita e dell’azione politica di Gex.
Al termine della visione è previsto un momento di confronto con il regista Joseph Péaquin e con Joseph César Perrin, già consigliere regionale e legato a Gex anche da un rapporto personale. Il dibattito sarà arricchito da un contributo video di Silvana Presa, coautrice insieme a Jean-Patrick Perruchon del volume che accompagna il documentario, offrendo ulteriori chiavi di lettura sulla figura dell’ex assessore e deputato.
Il valore dell’iniziativa risiede proprio in questa struttura aperta, che affianca alla narrazione documentaria un dialogo diretto con chi ha studiato o conosciuto Gex, rendendo la memoria uno spazio condiviso e non un semplice esercizio commemorativo.
Una memoria che guarda al presente
Nel richiamare la figura di Corrado Gex, le istituzioni valdostane sottolineano l’importanza di concentrarsi sull’eredità lasciata più che sulla tragica fine, avvenuta il 25 aprile 1966 in un incidente aereo nel Cuneese. Un passaggio che orienta la lettura storica verso ciò che resta: una visione politica, un’idea di autonomia, un investimento sul sistema educativo e sullo sviluppo del territorio.
Secondo Stefano Aggravi, questa ricorrenza rappresenta l’occasione per riflettere sull’attualità del suo messaggio e sulla modernità della sua visione. Erik Lavevaz evidenzia invece il contributo dato al rafforzamento del diritto all’istruzione e alla costruzione di un sistema scolastico radicato, attento al bilinguismo e all’accessibilità reale dei percorsi formativi.
La serata del 24 aprile si inserisce dunque in un percorso più ampio di rilettura della storia regionale, in cui le figure del passato vengono riportate al centro del dibattito non per essere celebrate in modo statico, ma per essere comprese nella loro capacità di parlare ancora al presente.
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